I 10 errori che spengono il tuo Google Shopping
Dopo aver analizzato oltre 200 account sospesi, abbiamo identificato un pattern ricorrente: la maggior parte delle sospensioni per Misrepresentation non è causata da un unico errore grave, ma da una combinazione di piccoli problemi che, sommati, convincono Google che il tuo sito non è affidabile per i consumatori.
La buona notizia è che questi errori sono identificabili e correggibili. La cattiva notizia è che la maggior parte dei commercianti ne corregge solo uno o due prima di inviare il ricorso, lasciando irrisolte le cause secondarie che Google rileva durante la review.
Ecco i 10 errori più frequenti, ordinati per impatto sulla probabilità di sospensione:
Errore 1: Informazioni di contatto assenti o incoerenti
Coinvolto nel 68% delle sospensioni che abbiamo analizzato. Google richiede che le informazioni di contatto siano complete, verificabili e coerenti tra il sito web, il Merchant Center e le pagine legali.
Cosa verificare:
- Indirizzo fisico reale (non una casella postale) presente nel footer, nella pagina contatti e nelle T&C
- Numero di telefono locale, funzionante, cliccabile con attributo
tel: - Email professionale con dominio proprietario (non @gmail.com, @outlook.com)
- Partita IVA o numero di iscrizione al registro delle imprese visibile
- Coerenza assoluta tra sito e configurazione GMC (BusinessInfo API)
Correzione: aggiorna tutte le pagine del sito e sincronizza con la sezione "Informazioni sull'azienda" in GMC. Verifica che l'indirizzo sia trovabile su Google Maps.
Errore 2: Politica di reso incompleta o assente
La politica di reso è uno degli elementi più verificati da Google. Per i siti che vendono in Italia, il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) impone un diritto di recesso di 14 giorni per tutti gli acquisti online — e Google verifica attivamente questo requisito.
Elementi obbligatori della politica di reso:
- Termine minimo: 14 giorni dalla ricezione del prodotto
- Indirizzo fisico per la restituzione (non solo un modulo online)
- Modalità di rimborso (metodo di pagamento originale, tempi)
- Condizioni del prodotto per il reso (integro, imballaggio originale)
- Chi sostiene i costi di spedizione del reso
La politica configurata in GMC ("Informazioni sull'azienda" > "Spedizione e resi") deve essere identica a quella del sito. Qualsiasi incoerenza è una causa diretta di sospensione.
Errore 3: Prezzi incoerenti tra sito, carrello e feed
Google confronta sistematicamente i prezzi che vede sul tuo sito con i prezzi nel feed GMC. Una differenza anche minima — per una commissione di pagamento non dichiarata, una tassa locale applicata al checkout, o un errore di sincronizzazione del feed — è classificata come inganno del consumatore.
Punti di verifica:
- Prezzo sulla pagina prodotto == Prezzo nel carrello == Prezzo nel feed GMC
- IVA inclusa in tutti i prezzi (obbligo legale per i consumatori italiani)
- Nessuna spesa nascosta aggiunta al checkout (spedizione, commissioni)
- Feed aggiornato entro 24 ore da qualsiasi modifica di prezzo sul sito
Errore 4: Titoli e descrizioni dei prodotti con spam
Google scansiona i titoli e le descrizioni dei prodotti sia nel feed che sul sito. I pattern che attivano i filtri anti-spam includono:
- TITOLI IN MAIUSCOLO o con troppi caratteri speciali (!!! *** ###)
- Parole chiave ripetute artificialmente ("Scarpe scarpe scarpe donna scarpe nere")
- Descrizioni copiate da AliExpress, Amazon o altri marketplace (rilevate dal plagiarism detection)
- Claim non supportati ("Il migliore al mondo", "Qualità insuperabile" senza prove)
Correzione: riscrivi i titoli con la formula [Marca] [Tipo prodotto] [Caratteristiche principali] e crea descrizioni originali che descrivono concretamente il prodotto e il suo utilizzo.
Errore 5: Immagini non conformi
Le linee guida Google richiedono immagini su sfondo bianco o neutro, senza testo sovrapposto, loghi, watermark o bordi decorativi. Le immagini di prodotti lifestyle (con persone, ambienti, ecc.) sono consentite solo come immagini aggiuntive, non come immagine principale.
Verifica anche che le immagini nel feed corrispondano esattamente a quelle sulla pagina prodotto. Una discrepanza segnala incoerenza di dati.
Errore 6: Countdown timer e falsa scarsità
I "fake urgency" sono una causa diretta di sospensione per pratiche ingannevoli. Google scansiona le pagine prodotto a intervalli regolari e rileva:
- Countdown che si azzerano e ripartono ciclicamente
- "Ultimi X disponibili" che rimane identico per giorni
- Promozioni "solo oggi" attive da settimane
- Prezzi barrati non basati su prezzi reali precedenti
Rimuovi o sostituisci questi elementi con urgenza reale e verificabile.
Errore 7: Assenza di HTTPS su tutto il dominio
Non è sufficiente avere HTTPS solo sul checkout. Google richiede HTTPS su tutte le pagine del sito, incluse le landing page, il blog, le pagine legali. Verifica anche che non ci siano errori di mixed content (elementi HTTP caricati su pagine HTTPS) che il browser segnala come non sicuri.
Errore 8: Social network inattivi o link rotti
I link ai social network nel footer sono un segnale di fiducia che Google valuta. Link che portano a profili inesistenti, privati o non aggiornati da mesi sono un segnale negativo. Assicurati che tutti i link puntino a pagine attive con contenuti recenti.
Errore 9: Schema.org non coerente con il feed GMC
I dati strutturati Schema.org sulla pagina prodotto vengono confrontati con i dati nel feed GMC. Le discrepanze più frequenti riguardano:
- SKU/MPN nel markup Schema.org diverso dal Product ID nel feed
- Prezzo nel markup diverso dal prezzo nel feed
- Disponibilità nel markup ("InStock") diversa dallo stato nel feed
Usa lo strumento Rich Results Test di Google per verificare i tuoi dati strutturati prima di inviare qualsiasi ricorso.
Errore 10: Storico del dominio problematico
Google conserva un registro dei domini che sono stati associati a sospensioni, pratiche fraudolente o contenuti vietati. Se hai acquistato un dominio di seconda mano o hai cambiato dominio, verifica il suo storico. Un dominio con un precedente negativo può contaminare il tuo nuovo account anche se il sito è oggi perfettamente conforme.
Strumenti utili: Wayback Machine (web.archive.org) per vedere le versioni precedenti del sito, Google Transparency Report per verificare eventuali segnalazioni di malware.
Come applicare queste correzioni prima del ricorso
La regola d'oro è: correggi tutto prima di inviare il ricorso. Google ispeziona il tuo sito nel momento in cui elabora la richiesta di review — non nel momento in cui l'hai inviata. Se anche solo una delle 10 problematiche è ancora presente, il ricorso verrà probabilmente rifiutato, attivando un nuovo cool-down period.
Il nostro audit automatizzato in 60 punti verifica tutte queste problematiche in pochi minuti, con una cross-validazione che confronta il tuo sito con i dati nel tuo account GMC. È il modo più veloce per identificare tutte le violazioni prima di procedere con il ricorso.